Missione galassia snack
A Villa Coniglia basta un sogno per trasformare una notte tranquilla in una missione interplanetaria. Quando la rotta punta verso la galassia snack, perfino la scienza rischia di diventare una questione di appetito.
Archivio editoriale
Un archivio in movimento: cose provate, costruite, ricordate o semplicemente degne di essere raccontate.
A Villa Coniglia basta un sogno per trasformare una notte tranquilla in una missione interplanetaria. Quando la rotta punta verso la galassia snack, perfino la scienza rischia di diventare una questione di appetito.
A Villa Coniglia le previsioni richiedono osservazione, metodo e una certa sensibilità ai segnali. Quando il modello comincia a parlare di cena, l’attendibilità sale rapidamente.
Una pallina, un muro di mattoni e una manopola al posto del joystick: Arkanoid sembra semplice finché non si prova a capire perché abbia lasciato un segno così profondo. Dall’arcade Taito alle conversioni per Commodore 64 e Amiga, dietro quel rompimattoni c’è molto più di quanto appare sullo schermo.
Il Plus/4 aveva un BASIC migliore, più memoria libera e una tavolozza da 121 colori. Il Commodore 64 aveva sprite, SID e un ecosistema enorme. Due 8 bit nati a due anni di distanza, ma con idee molto diverse su cosa dovesse essere un home computer.
A Villa Coniglia arriva un incarico serio: controllare la qualità dei croccantini. Bellicchio imposta il protocollo, Leccamuffo affronta ogni test con rigore esemplare. Il campione, però, non sopravvive alla verifica.
A Villa Coniglia l’autunno porta castagne, ricci e domande spinose. Bellicchio invita alla pazienza; Leccamuffo preferisce una soluzione più croccante.
Prima dei download, il software arrivava anche dall’edicola. Paper Soft, i listati BASIC, i corsi Jackson e le riviste con cassetta raccontano gli anni in cui usare un Commodore 64 significava spesso imparare a programmarlo, una riga alla volta.
Un solo croccantino e due conigli: Bellicchio apre le trattative, Leccamuffo rappresenta il proprio stomaco. Tra diplomazia e proposte di divisione, occorre necessariamente trovare una soluzione!
A Villa Coniglia il Natale arriva con largo anticipo. Bellicchio e Leccamuffo hanno già risolto il problema dei regali: qualcosa di utile, durevole, affettuoso e possibilmente molto croccante.
A Villa Coniglia oggi c’è aria di festa: Luna compie nove anni. Bellicchio e Leccamuffo preparano gli auguri con il consueto rigore; la ciotola, naturalmente, partecipa alle celebrazioni.
MAME può riprodurre correttamente una macchina arcade, ma questo non significa che ciò che vediamo su un monitor moderno assomigli davvero al cabinato originale. Aspect ratio, orientamento, CRT e frequenza di aggiornamento cambiano più di quanto sembri.
La felicità sa farsi annunciare da lontano. Bellicchio invoca compostezza, Leccamuffo segue il profumo: basta una ciotola di croccantini per mettere d'accordo teoria e pratica.
Bubble Bobble nasce in sala giochi nel 1986 e diventa uno dei grandi classici Taito. Per me, però, ha soprattutto il suono e i colori del Commodore 64: la versione che ho giocato fino a consumarla. Storia, curiosità, conversioni C64 e Amiga e una musica impossibile da confondere.
Nel 1985 Mario lasciò definitivamente le singole schermate dell'arcade per entrare in un mondo molto più grande. Super Mario Bros. trasformò il Famicom e il NES, tornò perfino nelle sale giochi e pose le basi di una serie che continua ancora oggi.
Il tempo libero richiede disciplina, silenzio e contemplazione. Poi qualcuno scuote il sacchetto dei croccantini e Villa Coniglia ritrova immediatamente una priorità condivisa.
Nel 1981 Nintendo trasformò alcuni cabinati che non sapeva più come utilizzare in uno dei videogiochi più importanti della storia. Donkey Kong portò nelle sale giochi barili, piattaforme, un gorilla destinato a vivere molte altre vite e un piccolo carpentiere che ancora non si chiamava Mario.
L’autunno a Villa Coniglia porta foglie, funghi e domande scientificamente legittime. Bellicchio invoca prudenza, Leccamuffo preferirebbe assaggiare: la ricerca si conclude, come spesso accade, davanti a una ciotola.
A Villa Coniglia l’estate sembra promettere mare, relax e programmi perfetti. Bellicchio e Leccamuffo scoprono però che le vacanze possono diventare molto selettive.
Un piccolo adattatore permette al Commodore 64 di caricare giochi e programmi da smartphone, PC o lettore MP3 attraverso la porta Datassette originale. Ho messo a confronto la versione base e quella 4-in-1 per capire come funzionano, cosa permettono di fare e perché il vecchio PRESS PLAY ON TAPE ha ancora qualcosa da dire.
Il Commodore 64 che mio padre mi comprò quando andavo in prima media funziona ancora, insieme al monitor a fosfori gialli, al 1541, alla MPS-803 e a parte dei supporti dell'epoca. Dalle interminabili cassette a SD2IEC, quarant'anni di tecnologia sulla stessa scrivania.
Uso un Raspberry Pi 4 con Plex Media Server per rendere la mia videoteca disponibile in tutta la casa, dalla Apple TV al videoproiettore. In questa guida vediamo come configurarlo, dove conservare i film e perché Direct Play è fondamentale per ottenere buone prestazioni.
Il cabinato con seduta, il volante, la Ferrari Testarossa e una colonna sonora che arrivava dalle casse dietro la testa. Dal LunEur alle versioni Commodore 64 e Amiga 500, fino all’eccellente OutRun 2: il mio viaggio attraverso uno dei grandi classici Sega.
Bellicchio decide che è arrivato il momento di rimettersi in forma. Leccamuffo, come sempre, interpreta il programma di allenamento in modo molto personale: per lui la forma più importante resta quella della ciotola
Dal cabinato del 1985 alle versioni Commodore 64 e Amiga, fino a Resurrection: Ghosts ’n Goblins è uno di quei giochi capaci di attraversare quarant’anni senza perdere la propria identità. Per me resta anche il ricordo di una parte della mancetta spesa per arrivare, partita dopo partita, appena un po’ più lontano.
Da computer educativo da 35 dollari a piattaforma capace di gestire domotica, server multimediali e progetti professionali. La storia di Raspberry Pi racconta come una piccola scheda sia diventata uno degli strumenti più versatili dell’informatica contemporanea.
MAME nasce nel 1997 per riprodurre e documentare il funzionamento delle macchine arcade. Oggi è diventato un enorme progetto di conservazione digitale, capace di emulare arcade, computer, console e molti altri sistemi. Ma per capire davvero come funziona bisogna partire da ROM, hardware e copyright
Nel 1980 bastavano un labirinto, quattro fantasmi e un joystick a quattro direzioni. Per me Pac-Man è anche il ricordo di un’epoca vissuta davvero, quando una partita poteva cominciare in sala giochi o, molto più semplicemente, nel bar vicino casa.
Anche il silenzio ha bisogno delle condizioni giuste. Bellicchio prova a trasformare il giardino in un luogo di meditazione; Leccamuffo, invece, sembra avere già individuato il momento esatto in cui interromperla.
Ci sono argomenti che richiedono calma, misura e una certa profondità di pensiero. Poi arriva Leccamuffo e la filosofia prende rapidamente una piega più commestibile.
Ci sono luoghi in cui il lusso si misura in stelle. A Villa Coniglia, Bellicchio e Leccamuffo sembrano avere un sistema di valutazione tutto loro.
Risparmiare richiede disciplina, pazienza e una certa capacità di pensare al futuro. Il problema è che il futuro, a volte, profuma terribilmente di croccantini.
Ci sono giornate che iniziano senza programmi, senza impegni e con infinite possibilità. Poi qualcuno pronuncia la parola “croccantini” e improvvisamente il futuro diventa molto più semplice.
L’autocontrollo gode di un’ottima reputazione finché nessuno mette una ciotola nelle vicinanze. Da quel momento, la teoria comincia ad avere qualche problema pratico.
Alcuni cercano la libertà nei libri. Bellicchio preferisce verificarla in condizioni più impegnative: abbastanza vicino alla ciotola da mettere alla prova qualsiasi principio.
Negli anni Ottanta il futuro non arrivava silenziosamente. Faceva rumore. Quello del registratore a cassette, per esempio. Un rumore che oggi probabilmente interpreteremmo come il segnale…
Le grandi amicizie non nascono sempre da grandi discorsi. A volte bastano un giardino, un po’ di diffidenza e il rumore inconfondibile di un barattolo di croccantini.
READY.
La categoria è pronta. Manca soltanto qualcosa che valga la pena accendere.